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Softair
Il Soft Air (Airsoft in inglese) è un
gioco a squadre, i cui partecipanti fissato un obiettivo, che può
essere la "conquista" di una posizione, o il ritrovamento di un
oggetto, o anche semplicemente l' "eliminazione" di tutti gli
avversari, si affrontano in un combattimento simulato
("schermaglia") servendosi di repliche, ovvero giocattoli in grado
di sparare ad una certa distanza pallini di plastica.
Il Softair nasce come gioco di ruolo
in Giappone e verrà importato in Italia viene introdotto alla fine
degli anni ottanta con l’importazione delle ASG (Air Soft Gun)
repliche di armi, con funzionamento ad aria compressa debole ( da
qui il nome soft-air o “aria soffice”) che lanciano pallini di
plastica biodegradabile, sferici di 6 mm di diametro con peso di
0.12-0.30 g. a distanze che vanno dai dieci ai quaranta metri a
seconda del tipo di ASG.
I giocatori sono adeguatamente
protetti per evitare colpi diretti al viso, e indossano
abbigliamento mimetico, fondamentale per confondersi nella
vegetazione (dove si svolgono la maggior parte degli incontri) e
prendere di sorpresa l’avversario.
Le eliminazioni si basano sull’
auto dichiarazione (è necessaria quindi una forte dose di onestà da
parte dei giocatori) e sull’arbitraggio.

Onestà
Il primo “comandamento” del softair recita: “dichiararsi al solo
sospetto di essere stati colpiti”.
Magari questa regola appare troppo categorica ma nel softair per
evitare spiacevoli equivoci è necessario seguire delle semplici
regole di ingaggio:
In primo luogo bisogna chiarire quanto sia importante dichiararsi,
ma anche quanto sia importante perdonare chi non si dichiara. Non si
può infatti arrivare a discussioni e liti per motivi così frivoli,
soprattutto quando la sicurezza di aver colpito l’avversario non è
affatto certa.
Quando si gioca per le prime volte e si viene colpiti senza nemmeno
aver sparato un colpo ritirarsi può essere sconfortante. Tuttavia
ancor più sconfortante è il vedere un giocatore colpito che non si
ritira… Bisogna poi sempre ricordare che tra il
momento in cui si
viene colpiti e quello in cui si rientra in gara passano al massimo
trenta minuti (a dire tanto) e in media una decina.
Ma il concetto fondamentale da capire e tenere sempre ben presente è
quello di non esagerare. Nessuno vi salterà addosso se venite
colpiti da un pallino di rimbalzo o a pioggia, e ancora
difficilmente qualcuno vi contesterà animatamente per non esservi
dichiarati dopo che un pallino su trecento sparati vi ha colpiti di
striscio sulla punta del piede…
Ma evitate assolutamente scene pietose di raffiche prese in pieno
petto con conseguente raffica di risposta e fuga senza dichiararsi…
Sareste immediatamente classificati come “highlander”.
Allo stesso modo se siete nascosti dietro un cespuglio poco folto e
venite colpiti ma solo da pochi pallini e non vi dichiarate
ricordate che avete già sfruttato la pazienza degli altri giocatori
e che il ripetere questo gesto li irriterebbe.
In generale se per qualsiasi motivo non vi siete dichiarati alla
prima raffica che vi ha raggiunto (anche solo di striscio) cogliete
l’occasione per dichiararvi anche al solo sospetto quando sarete
colpiti la volta successiva.
Sicurezza
Se il giocatore nemico vi è arrivato a pochi metri di distanza o se
siete nascosti dietro un cespuglio e vi sparano in otto, lasciate
perdere! Dichiaratevi colpiti prima di farvi male seriamente (o di
far male a qualcuno).
Nella foga della battaglia spesso si tende a dimenticare quanto
faccia male una raffica a breve distanza e si assiste spesso a scene
dove si evita il peggio per un soffio. Quindi siate voi a
preoccuparvi di non arrivare al limite della soglia di sicurezza e
ricordatelo anche agli altri (prima e durante la partita).
Si gioca per divertirsi, non per farsi male!
Per lo stesso motivo non modificate i fucili con molle superpotenti,
e controllate che non lo facciano gli altri.
EQUIPAGGIAMENTO DA SOFTAIR
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Fucile
La scelta del fucile deve essere in gran parte dettata dai propri
gusti estetici, poi chiedendo consiglio ai membri più esperti. È
importante l’uso della cinghia (sling) senza la quale il peso del
fucile può risultare, a lungo andare, fastidioso. Oltretutto senza
cinghia non si possono mai avere le due mani libere senza posare il
fucile a terra.
Quando si inizia con il soft air le prime cose da comprare sono
uniforme e occhiali di protezione, il fucile viene in genere fatto
provare gratuitamente o a pagamento per le prime volte. Comunque
quando si andrà a comprare il fucile si dovrà comprare anche
batteria, carica batteria, scarica batteria, caricatore maggiorato,
busta di pallini.
Occhialini di protezione
Sono indispensabili per giocare perché proteggono l’unica parte a
rischio durante gli scontri a fuoco. Devono essere resistenti e
offrire una buona protezione frontale e laterale (non vi venisse in
mente di andare a giocare con gli occhiali da sole, potrebbero
frantumarsi al primo impatto). Chiedete occhiali protettivi da
lavoro o da tiro a segno, in alternativa potete sempre optare per le
maschere in rete da soft air o per le maschere chiuse tipo Bolle o
ESS (Eye Safety System).
Uniforme BDU
È la prima cosa da comprare per chi voglia praticare questo sport.
Ne esistono di quattro tipi (boschiva, desert, neve, urban)e con
diversi pattern a secondo della nazione(vedi articolo mimetismo e
divise mimetiche), originali o riproduzioni civili, in cotone 100%,
misto poliestere o in tessuti speciali (tipo airtex/rip stop). Dato
che le gare di soft air si svolgono in prevalenza in zone boschive
ne risulta che la woodland è il tipo di mimetica più diffusa. Molti
club adottano una mimetica in modo ufficiale (almeno per i tornei) e
quindi non rimane molta scelta a chi ne fa parte.
Anfibi
Le caratteristiche più importanti per uno scarpone da soft air sono:
suola in vibram, interno in goretex (o altro materiale traspirante e
impermeabile), rivestimento esterno molto resistente.
Cappello
Il più usato sui campi di gioco è il Jungle Hat, serve a spezzare la
forma (ovale) della testa ed è anche leggermente impermeabile e
quindi utile in caso di pioggia. In climi rigidi viene usato (quello
imbottito) per difendersi dal freddo. Usata di meno è la bandana
perché non mimetizza bene la forma della testa, il che vale anche
per l’elmetto.
Guanti
I guanti possono essere in pelle, cotone, lana e diversi altri
materiali. I migliori sono in Nomex (per climi miti o caldi) la loro
peculiarità è quella di essere robusti e resistenti ai rovi e al
contempo molto flessibili, lasciando intatta la sensibilità sulle
dita.
I guanti in pelle tolgono troppa sensibilità, quelli in lana si
inzuppano quando piove. In queste situazioni Goretex misto Nomex è
l’unica alternativa accettabile. In ambiente boschivo sono
indispensabili sia per i rovi, sia per appoggiare la mano con
sicurezza in zone non visibili, sia per proteggerla da eventuali
raffiche di pallini.
Sciarpa
Si usano sciarpe a rete mimetica per
proteggere il collo sia dai pallini sia da punture di insetti.
Gilet tattico
Ne esistono di diversi modelli anche molto costosi. Sono utilissimi
perché permettono di portarsi sempre dietro tutto il materiale
necessario. Ultimamente sono usciti quelli modulari che permettono
di staccare e agganciare tasche a secondo del tipo e della durata
della missione. |